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Primo incontro nella sala parrocchiale dei Boschi di Lari
Paura, sapori e immagini nel viaggio della memoria
Massimo Novi
28 gennaio 2005

Casualmente l'incontro è stato programmato proprio in concomitanza con la celebrazione della Giornata della Memoria; questa combinazione, nel freddo pomeriggio invernale ai Boschi di Lari, fornisce spunti per andare indietro con il ricordo e rievocare momenti passati. Grazie all'attività di contatto di Benito Vaglini, il gruppo riunito nella Sala Parrocchiale sotto la chiesa nel "centro" dei Boschi di Lari, è nutrito e attivo. Sono presenti Dino Casini, Enzo Santucci, Giampaolo Salvadori, Ivano Casini, Marisa Brogi, Antonietta Vitolo, Marta Agostini, Oriana Catelani, Renza Cecconi, Loredana Bacci. E' presente, come osservatore per iL CSA Pinokkio anche Cristiano Perillo, tra l'altro anche lui abitante ai Boschi di Lari. I partecipanti si immergono subito nel clima del racconto scaldato dall'episodio del ritorno del babbo dalla guerra (prima guerra mondiale) fatto da Dino Casini; si avvicendano così episodi più o meno intensi, piacevoli o spaventosi, che invitano a narrare e narrarsi, prendendo spunto dalla frase citata da Sepulveda ne "Le rose di Atacama" letta su una pietra in un campo di concentramento "io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia". Emergono le solite difficoltà: il problema del rapporto con i giovani (che dicono "che eravamo stùpiti quando sentono quello che si racconta"), la grande frattura sociale prodotta dall'arrivo della televisione in ogni casa, la diminuzione della vita di comunità anche in un paese piccolo e di campagna come Boschi di Lari. Ma i racconti si succedono a grappolo e il rimando del gruppo è decisivo: ogni storia ne evoca altre dieci e così via in una progressione avvolgente. Gli episodi che emergono maggiormente sono legati al tempo di guerra ma i punti di vista sono molto diversi: il bambino che ambiva alla cioccolata, la ragazzina che ricorda il rifugio e le cannonate, il soldato lontano che vorrebbe tornare a casa. Ci sono anche episodi curiosi e particolari come l'arrivo di tre soldati indiani ai Boschi, fuggiti dal campo di prigionia a Livorno, rifugiati da alcuni boschigiani in Pisinacchio (campagna fra Lari e Cevoli). Le sensazioni raccolte al termine dell'incontro sono positive, anche per il clima di calda empatia creato attorno alle parole del narratore; oltre al piacevole raccontarsi e andare con la memoria indietro nel tempo, c'è la soddisfazione per essere riusciti a ritrovarsi tutti insieme tra persone che si conoscono da una vita. Stringendoci la mano, ci diamo appuntamento al secondo incontro, felici di aver esplorato per un po' i territori sconfinati della memoria.



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