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L'ultimo incontro a Perignano ha visto un incremento dei partecipanti: erano presenti Piero Grassini, Vasco Zappolini, Salvatore Parrino e la moglie Anna Parrino, Antonio Baroni, Agostino Sartini, Lelia Chini. Hanno partecipato anche Dino Morelli e Elisa Ricchi oltre alla presenza della responsabile regionale del Cesvot per la verifica del progetto, Elena Casini, che ha assistito allo svolgimento dell'intero incontro. Hanno presenziato senza partecipare anche Renzo Comparini e Franco Bertelli.
Prendendo spunto da una foto che ritrae una coppia di anziani davanti al focolare (1), siamo andati a ricercare memorie e ricordi nel rapporto con gli anziani nelle case contadine, nel racconto, nella lettura. Per esempio Salvatore Parrino ha raccontato del padre che conosceva l'Orlando Furioso, così come il padre di Anna Parrino che era un grande conoscitore della Divina Commedia di cui possedeva una copia costituita da un "pesante librone". Su questi spunti di ricordi, si è inserita la lettura di una memoria di Luciana Stella Tretter su "Le fiabe di mio padre" (2) che ha stimolato ulteriormente il racconto. In questi racconti Agostino Sartini riconosce "uno spaccato della società" fino agli anni '50, non troppo mutata rispetto alla foto presentata datata 1890. Anche Vasco ricorda che dopo il passaggio della guerra la luce elettrica c'era solo in paese e che nelle case contadine la sera ci si radunava alla luce delle candele.
Miracolosamente, partendo da momenti di condivisione e di racconto intorno al focolare, il discorso si è spostato sui momenti di festa, sui suonatori che andavano ad imparare per poi fare musica nelle feste in casa (di solito delle ragazze) suonando canzoni come: la romanina, violino zigano, è arrivato l'ambasciatore (3), la comparsita. Le feste venivano fatte per gli avvenimenti come la partenza di un soldato o il suo ritorno, matrimoni e altre occasioni. Ma capitava che si ballasse spesso, magari non troppo stretti!
Il ricordo però fluttua e va da momenti spensierati e gioisi a quelli brutti, come il racconto del padre di Lelia Chini davanti al focolare con la famiglia di nove figli riunita che descrive la vita in trincea sul Carso durante la prima guerra mondiale, con la morte che passava vicinissima e solo per un caso non lo ha colpito.
Gli incontri si concludono con la consapevolezza di aver appena sfiorato un patrimonio di ricordi enorme che chiede di essere raccontato ed ascoltato, che tiene ben ferma la tragedia della guerra, lontana e devastante come quella del 15-18 e vicina e straziante, con l'aggravante della guerra civile, come la seconda guerra mondiale. L'impressione che rimane, restituita dai partecipanti, è comunque positiva: incontrarsi, parlare, ricordare, trascorrere il tempo per riordinare i tanti episodi vissuti e attraversati nel corso di una vita.
(1) tratta da "Autobiografia di una nazione" http://www.progettomadeleine.org/madeleine/articles/art_22.html (2) http://www.progettomadeleine.org/madeleine/articles/art_94.html (3) si veda http://www.filastrocche.it/nostalgici/canzoni/ambascia.htm