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Al primo incontro a Lari erano presenti: Piero Grassini, Renzo Papucci, Silvano Tani, Giuliana Citi e Enzo Gasperini. Data la giornata molto fredda e la presenza poco numerosa, l'incontro si è svolto attraverso un racconto spontaneo della propria storia. Piero Grassini ha raccontato l'episodio della famiglia cacciata dal podere dove lavorava per il Conte Sanminiatelli, il ritorno dal servizio militare e le nozze a cui, anziché attendere la sposa, il parroco non si presentò per oltre un'ora. Renzo Papucci ha raccontato il passaggio della guerra nella valle di Barbaruti, vicino a San Ruffino: i tedeschi andarono a rubare le vacche per cui, nel dopoguerra, ottennero un indennizzo anche se non del tutto integro... Silvano Tani ha raccontato alcuni episodi della sua vita che, con riflessione autobiografica, riassume come una ricerca e voglia continua di libertà: con curiosità e gioia ha raccontato di aver perso un lavoro e di essersi così salvato la vita. Giuliana Citi ha raccontato a sua volta l'immagine rimasta impressa in lei, bambina di sei anni, durante il passaggio della guerra: la mamma con la pistola puntata alla gola da un tedesco che voleva portare via il trattore. Una volta rotto il ghiaccio, si sono succeduti vari racconti intorno alla vita nel primo dopoguerra, episodi di organizzazione politica e di cambiamento della società a cui i partecipanti all'incontro, in maniera maggiore o minore, più o meno consapevole, hanno contribuito. Come con l'organizzazione della festa dell'Unità, raccontata da Enzo Gasperini, grazie alla vendita dell'uva nera. Un po' di nostalgia aleggiava nei locali del teatro, nostalgia di un tempo che fu e che non è più, legato a sensazioni di solidarietà e di rapporto più diretto con la natura. Il tutto misto a grandi spaventi, momenti di paura e pericolo, episodi rimasti eternamente impressi nella memoria.