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L'emergenza della situazione degli anziani nel nostro paese è esplosa durante l'estate del 2003, caldissima con numerosi morti a causa dell'abbandono e della solitudine; l'individuazione della causa del problema è da imputare alla rottura delle reti informali di assistenza e solidarietà che, soprattutto nelle grandi città si stanno sgretolando (cfr. ad es. "ANZIANI: il record di Torino, città senza reti" da: VITA non profit magazine, 26 settembre 2003"). Discutendo il problema con i soci dell'associazione è emerso anche l'aspetto di scarsità di opportunità e iniziative per i neopensionati, per gli ultrasessantacinquenni, comunque attivi e ancora in grado di contribuire alla vita della comunità, ma quasi messi "a riposo" da una società che sembra e dice di non aver più bisogno di loro. L'attività dell'Associazione negli ultimi anni prende coscienza dell'interruzione nelle relazioni intergenerazionali, per cui figli e giovani non sembrano più aver tempo di occuparsi dei propri genitori e nonni, lasciandoli in balìa del destino e del caso senza dare più l'opportunità di dimostrare il loro valore e la loro dignità come individui e soprattutto la trasmissione di una memoria individuale e collettiva.