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La questione, comunque, non si può ritenere ancora 'pacificata' se Toscana Oggi scrive ancora: "La Toscana detiene infine il triste primato dell'ultimo prete ucciso di questo sconcertante «triangolo della morte» italiano: si tratta di don Ugo Bardotti, pievano di Cevoli (Pi), ucciso in casa da tre individui mascherati il 4 febbraio 1951. Forse - ben 6 anni dopo la fine della guerra ed a quasi 3 dalle fatidiche elezioni del 1948 - fu «soltanto» rapina (anche se il processo d'appello accreditò il movente politico); l'unico ricordo che ne rimane è una lapide in canonica."
E' ancora più curioso che don Ugo Bardotti, dipinto come prete "popolare" disposto a collaborare anche con la Casa del Popolo per l'alluvione del Polesine, venga inserito nell' "Olocausto tra i religiosi nella Repubblica Sociale Italiana".
Secondo i partecipanti all'incontro vi fu la precisa intenzione di colpire una parte politica, confermata dalla scoperta avvenuta molti anni dopo dei veri colpevoli e delle finalità del delitto.
| Cosa c'era dietro le indagini dei Carabinieri e della magistratura? (374 Kb - Formato WAV) L'opinione di Adriano Beltrami a distanza di 50 anni sulle vicende dell'uccisione di don Bardotti e sulle modalità con cui vennero condotte le indagini. |