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Il secondo incontro di gruppo a Lari
Vita privata e lavoro
Massimo Novi
24 marzo 2005

Il secondo incontro di gruppo nel Teatro Comunale di Lari, il 15 marzo 2005, si è svolto con Franco Princi, in rappresentanza dell'Auser, Brunello Cioni, Giancarlo Bagagli, Fulvio Granchi, Bruna Balleri, Alfonsina Becuzzi e Lida Morelli. Ha partecipato all'incontro anche Piero Grassini. Anche in questo incontro, dato che per molti partecipanti si trattava del primo, ho lasciato che i racconti fluissero liberamente e le persone potessero liberamente raccontare episodi significativi della loro esistenza, provando a tracciarne un percorso complessivo. Franco Princi ha raccontato gli episodi della vita lavorativa, l'attività come sindacalista e le conseguenze del suo ruolo nei confronti del datore di lavoro; sono stati rievocati i quattro pezzi di pane alla fattoria di Brunello Cioni; Fulvio Granchi ha raccontato della partenza per Biella con la giovane moglie, seguendo il traferimento della Piaggio, durante il passaggio del fronte, con le lotte tra repubblichini e partigiani. Bruna Balleri ha raccontato della sua esperienza tremenda di guerra: la morte dei propri genitori durante il bombardamento di Pisa del 31 agosto 1943; Alfonsina Becuzzi ha raccontato un episodio singolare del suo matrimonio quando, a causa della pioggia, il marito fu costretto ad arrivare da Pisinacchio con l'ombrello, gli stivali e la scatola delle scarpe sotto braccio; Lida Morelli ha raccontato di quando andava a cucire e a ricamare con le altre donne dal Tremolanti e andavano a prendere il lavoro a Empoli. Si è chiuso così l'ultimo incontro previsto dal progetto, con i ricordi che continuavano a rimbalzare, a richiedere un'uditorio, nella difficoltà spesso di tenere a freno le parole e di ascoltare il racconto dell'altro. In alcuni casi i ricordi si scontravano, con ricostruzioni divergenti dei fatti; in altri, sullo stesso fatto, era dissonante l'interpretazione e le conseguenze personali che i singoli partecipanti ne avevano tratto. L'esercizio del ricordo e la possibilità di continuare a dar senso alla propria esistenza attraverso la narrazione sono comunque state un'esperienza positiva e da ripetere anche per i partecipanti all'incontro a Lari.

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