[s] Scelte rapide:
[c] contenuto pagina
[m] menu sito
[h] pagina principale sito
[a] Avviso ai visitatori
Premere S per tornare al menu di scelte rapide


Logo del nostro progetto

Un biscottino giallo

Un noto scrittore francese, forse più per fama che per numero di lettori effettivi, ha dato il battesimo al nostro progetto. E' sua la pagina più famosa della letteratura francese che celebra le Petites Madeleines, biscottini al burro che assomigliano per forma a una conchiglia di San Giacomo. Ma non è l'elogio culinario alla Ragueneau ad aver fatto forte presa nell'immaginario collettivo. E' il percorso di ricerca che l'episodio raccontato ne "La Strada di Swann" innesca, a stimolare la fantasia, a dare uno spunto per ulteriori e infinite incursioni nel territorio della memoria. Il protagonista di quel romanzo, rientrando a casa in una fredda giornata d'inverno, assapora un po' di tè con un pezzetto di biscotto; in lui avviene in quell'istante qualcosa di straordinario che lo colpisce e avvolge, lasciandolo sorpreso e sconvolto1. Che cosa accade? Piacere inspiegabile, fuga dalla realtà circostante, immersione in sensazioni vaghe e indefinite ma profonde e reali. Sensazioni, percezioni solitamente trascurate ma che hanno bisogno di essere capite, spiegate, di trovare una loro ragion d'essere. Quante volte siamo presi da momenti simili e lasciamo correre? Andare a ricercare spiegazioni non solo con il cervello, non solo con il raziocinio, non solo con le nostre intelligenze ma attraverso il sapore, ripercorrendo strade che portano lontano lungo una ricerca estenuante e difficile ma che può condurre a scoperte di luoghi inimmaginabili e fantastici, autentici paradisi terrestri. Gli incontri a Lavaiano, Cevoli e San Ruffino sono inziati proprio assaporando queste madeleinettes e iniziando a spiegare cosa intendevamo fare, perché si chiamava "Progetto Madeleine" e per quale ragione andavamo in questo modo alla ricerca della memoria. E' lo stesso Proust a ritenere che è inutile cercare di rievocare il passato con il solo sforzo dell'intelligenza e che spesso rimane ancorato al caso. Noi abbiamo provato a giocare a dadi con il passato. Chinotto, sambuca, caramelle al rabarbaro, schiacciata di Pasqua, salatura del prosciutto, uva noci e spalla, pane e rigatino, coniglio fritto, fagioli lessi, pulenda, aringhe e acciughe. Forse la riflessione più interessante l'ha fatta Adriano Beltrami, durante l'incontro a Cevoli, cogliendo un parallelo tra la Madeleine e una sua esperienza legata al mondo sensoriale dei gusti e dei sapori: il sapore del papero2. Dagli incontri emerge una maggiore attenzione al gusto e al sapore del cibo legata probabilmente al gusto indimenticabile, oggi da un lato fortunatamente dimenticato, della fame e della monotonia dell'alimentazione. Ad esempio, durante il primo incontro ai Boschi di Lari, Dino Casini ha raccontato un'episodio capitatogli nel 1919 quando, all'età di sei anni, aveva assaggiato per la prima volta le bistecche portate dal padre che tornava dalla Grande Guerra3. Così, spesso, il primo approccio al ricordo e al percorrere a ritroso la strada della propria vita è iniziato saltando attraverso quella particolare e fortissima memoria che è legata ai sapori e ai profumi, per poi lasciar fluire il racconto stimolato da quel momento o da quella specifica situazione legata a una certa sensazione che, quasi magicamente, è rimasta imprigionata chissà dove dentro al narratore.



Logo del Cesvot Tutti i contenuti del sito sono rilasciato sotto Licenza Creative Commons Logo di altraNet