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Gli incontri si sono svolti, per ragioni legate all'approvazione definitiva da parte del Cesvot e alla durata obbligatoria di un anno del progetto, tra settembre del 2004 e marzo del 2005. L'organizzazione dei giorni, degli orari e delle modalità degli incontri ha dovuto necessariamente tenere conto del periodo in cui veniva proposto agli anziani di ciascuna frazione di dare una o due ore del proprio tempo per questa iniziativa. Durante la fase di progettazione, non avrei immaginato di dover fare i conti in questa maniera con un aspetto che nell'organizzazione della vita moderna ha un peso minimo. Siamo abituati a svolgere il nostro lavoro, più o meno nella stessa maniera, che sia luglio o dicembre, con la pioggia o il sole, salvo alcuni piccoli inconvenienti, in autunno come in primavera. Il primo approccio con l'organizzazione degli incontri ha dovuto fare i conti con la vendemmia; a Lavaiano infatti, nonostante la capillare attività di diffusione svolta da Renzo Comparini, molte persone che erano interessate a partecipare, che avrebbero volentieri raccontato molte cose, non hanno potuto partecipare perché impegnate quotidianamente nelle attività della campagna: alcuni per la propria piccola vigna, altri magari con una piccola azienda. La stessa cosa è successa a novembre a Usigliano per la raccolta delle olive; su suggerimento di Marisa Diari, che molto scrupolosamente aveva sondato la disponibilità di molte persone, abbiamo deciso di organizzare gli incontri alla sera per avere un po' di presenza. A Casciana Alta, nello stesso periodo della raccolta delle olive, abbiamo invece deciso di fare gli incontri nel pomeriggio; in questo modo abbiamo leggermente selezionato i partecipanti tra le persone che non potevano, per ragioni di salute o di età, continuare a lavorare la terra. Un elemento emerso da questa attività sul campo è la continua attività svolta dagli anziani, considerati tali per età anagrafica o pensionamento, soprattutto in campagna. Chi è ancora in condizioni e ha un po' di salute si rifiuta di mettersi a riposo e spesso continua a coltivare il pezzetto di terra lasciato dal padre o dal nonno, in cui fare almeno un po' di orto. Altro elemento di ostacolo, almeno in parte, è stato l'inverno particolarmente rigido, soprattutto in febbraio e marzo, che ha tenuto molte persone lontane dai locali in cui abbiamo svolto gli incontri per il freddo, il timore di ammalarsi o la semplice fatica di uscire con il cattivo tempo. In questo modo sono riuscito a vedere più nitidamente l'autentico rapporto tra i tempi della natura e i tempi dell'uomo, l'arrivo dell'autunno che si trasforma in inverno per poi ritornare primavera. E in questo ciclo si inserisce la sapienza millenaria del lavoro della terra; la raccolta dell'uva e il processo di fermentazione che produce il vino, la raccolta delle olive, i lavori di manutenzione e potatura, l'aratura, la semina, il rinascere della natura con il grano verde che spunta e gli alberi da frutto che fioriscono. Fausto Tani ha raccontato, durante uno degli incontri a Lari, che le colline nella zona del Leccio erano eccezionali, completamente imbiancate dai fiori di ciliegio e sembravano un giardino. In questi ultimi anni sono notevolmente diminuiti i coltivatori nonostante l'attività del Comune per promuovere e rafforzare la produzione di ciliegie, storicamente legata al nostro territorio; basti pensare all'annuale sagra che si svolge a Lari per due domeniche consecutive e al recente ingresso del comune nell'Associazione che raccoglie i comuni delle ciliegie (con Vignola capofila). In questi giorni in cui il progetto si chiude, le acacie sono fiorite di bianco e sugli argini si affacciano papaveri rossi e i campi sono un'esplosione di colori e vitalità. Non credo che senza questo incontro con la sapienza contadina e con i ritmi lenti degli anziani sarei stato capace di cogliere soltanto (figuriamoci di apprezzare!) questi "dettagli insignificanti".