[s] Scelte rapide:
[c] contenuto pagina
[m] menu sito
[h] pagina principale sito
[a] Avviso ai visitatori
Premere S per tornare al menu di scelte rapide
Il ricevitore a galena Il nome ricevitore a galena deriva dal metallo usato, dagli scenziati nei loro primi esperimenti nella radiodiffusione, per realizzare i primi diodi in grado di far passare la corrente in base al suo verso.
GALENA Solfuro di piombo PbS Origine del nome: dal greco galéne che significa mare calmo, per la sua superficie grigia luccicante che ricorda, appunto, i riflessi del mare.
RADIO A GALENA
L'informazione sonora, modulata in ampiezza, può essere ricevuta in modo semplice: il segnale raccolto dalla dall'antenna viene inviato a un diodo che ne elimina le semionde negative; ciò che resta è un segnale proporzionale all'ampiezza dell'onda incidente e quindi uguale al segnale sonoro trasmesso, basta quindi collegare una cuffia per poterlo sentire. Per selezionare una emittente (e quindi una frequenza di ricezione) si antepone un semplice circuito oscillante LC. Oggi questo sistema non funziona più in modo adeguato per la molteplicità delle emittenti esistenti e la loro minima differenza in frequenza. Il diodo era realizzato con un tubetto di vetro in fondo al quale c'era un cristallo semiconduttore di galena (PbS) e all'altra estremità c'era un sottile filo metallico che veniva orientato facendolo toccare all'estremità con la galena. Il diodo a galena è stato completamente abbandonato a causa del suo comportamento poco riproducibile. I diodi a giunzione sono più piccoli e molto più affidabili.
Una scheda sul ricevitore RUMA http://www.usr.toscana.it/WS_FITF015006/centenario/museo/elettrico/elettronico/ricevitore.htm