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Il secondo incontro al Bar-Ristorante Mucelli a San Ruffino, sempre alle 21.30, ha visto aumentare il numero dei partecipanti: oltre a Nicola Cestari, Adolfo Martelloni e Simona Cestari, erano presenti Giancarlo Mancin e Elisa Panichelli. Hanno partecipato anche il presidente dell'Auser, Piero Grassini, e il segretario dello Spi, Dino Morelli. Sono intervenuti, inoltre, come osservatori: Tania Carangelo, solita attenta osservatrice del CSA Pinocchio e Luigi Nannetti, che ha collaborato sia con il Centro Sociale che con il Comune di Lari.
Il giro di presentazione, doveroso dati i numerosi nuovi partecipanti, ha visto come tema principale quello del lavoro: nei racconti di Nicola Cestari e Dino Morelli, principalmente, è stato rievocato il tema del lavoro in fabbrica, lo status di operaio salariato, le prime lotte per la conquista dei diritti dei lavoratori quando le condizioni erano vergognose, l'organizzazione sindacale, gli scioperi e, infine, la pensione. In altri ricordi, come quelli di Piero Grassini, Giancarlo Mancin e Elisa Panichelli, il ricordo del lavoro era più legato a quello fatto da ragazzi nei campi, per aiutare i genitori e la famiglia, a seminare, a mietere, quando si lottava con il "padrone" per poter vendere una bestia, dovendo fare il bucato, chiedendo il permesso per poter sposare.
Nella seconda parte dell'incontro, uscendo dalla modalità di racconto diretto, sono state utilizzate delle "carte autobiografiche" come strumento evocativo per stimolare i racconti, contenenti un'immagine e una parola su cui avviare il racconto. Il viaggio fatto con il prete come compromesso in cambio di un porto d'armi (poi preso molti anni dopo), la ricerca della giustizia sociale e le conquiste che ancora devono essere fatte da molti, il cielo durante il bombardamento di Pisa del 31 agosto 1944, il rudere dove venivano ricoverate le pecore nei pressi di Miemo, il ponte tra due luoghi e due condizioni che lasciano in sospeso, il cammino della vita irto di sassi e difficoltà, il bosco in cui andare a fare la fascina delle legna con la nonna, l'emozione del primo incontro con l'uomo della propria vita e la punizione per quello sfiorarsi clandestino ma intenso, il sapore del caffé e della birra annacquata bevuto dalla nonna paterna.
Il clima, a mano a mano che l'incontro procedeva e i racconti si sono succeduti, si è scaldato ed è stato facile fare mezzanotte dovendo andar via più per l'ora che per l'esaurimento dell'entusiasmo; i racconti si rincorrevano e cercavano un appiglio con il presente, facendo riferimento alla foto proposta la volta scorsa, in cui sono ritratti alcuni ragazzi all'uscita da scuola con i pantaloni rattoppati e cenciosi.
Tra le sensazioni lasciate alla fine dell'incontro il duplice sentimento suscitato dal ricordo: il piacere nel ripercorrere alcune esperienze e il dolore, magari misto a rimorso, per esperienze brutte o mai superate. Nel bisogno profondo di stare insieme e comunicare.