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Al secondo incontro svolto al Circolo ARCI di Usigliano, c'è stata una leggera diminuzione di partecipanti rispetto a sette giorni prima, ma una totale continuità delle persone presenti ai due incontri. E' stato possibile, in questa maniera, andare avanti senza dover procedere a nuove presentazioni o introduzioni sulle attività da svolgere nell'incontro. Erano presenti: Adorno Montagnani, Marino Lattici, Cesare Lattici, Dilio Pratesi e Mario Becucci oltre ad Andrea Pieraccioni in qualità di ascoltatore e osservatore per il CSA Pinokkio.
Concordando con Andrea le linee di indagine da portare avanti a Usigliano, per cui ci chiedevamo come fosse passata la Storia da un piccolo paese immerso nelle sue dolci colline che appare tutt'oggi isolato rispetto al resto del Comune, abbiamo provato a lavorare sulla costruzione di storie collettive partendo da storie individuali.
Le modalità utilizzate sono state quelle di indicare date significative, dall'avvento del fascismo alla nascita della Repubblica, per evocare ricordi individuali del passaggio di questi momenti che la storiografia ufficiale sancisce come cruciali. 28 ottobre 1933, marcia su Roma - 11 febbraio 1929, Patti Lateranensi tra Regno d'Italia e Vaticano - 1° settembre 1939, inizio della Seconda Guerra Mondiale - 10 giugno 1940, dichiarazione di guerra di Mussolini a Francia e Inghilterra - 25 luglio 1943, sfiducia del Gran Consiglio del Fascismo a Mussolini - 8 settembre 1943, armistizio tra Italia e Alleati - 25 aprile 1945, data ufficiale della Liberazione dell'Italia dal Nazifascismo - 2 giugno 1946, referendum tra Monarchia e Repubblica ed elezione dell'Assemblea Costituente - 18 aprile 1948, prime elezioni politiche repubblicane con vittoria della Democrazia Cristiana.
Senza riportare l'intero contenuto dei racconti e delle vicende narrate, richiedendo "cosa facevate il tal giorno", l'impressione generale è che le date che vengono ricordate come momenti significativi di una svolta, non siano state percepite in maniera così netta. Solo per quanto riguarda l'8 settembre 1943, Mario Becucci ha raccontato del bombardamento fatto dai tedeschi sulle navi italiane nel porto di La Spezia, in cui lui si trovava come marinaio. Oppure per Cesare Lattici un ricordo preciso riguardante l'affissione dei manifesti elettorali di notte, prima delle elezioni del 18 aprile 1943. Per il resto gli episodi non sono legati a queste date, ma a momenti non meglio precisati della vita quotidiana: come una cannonata che uccide un toro nella stalla, la ricerca dell'amore, il passaggio degli americani che buttavano cioccolata e sigarette, un camion degli americani con le panche che, finita la guerra, serviva da mezzo di trasporto per portare la gente a lavorare. In che rapporto stanno la Storia studiata sui libri e compilata dagli storici con le storie che fanno la vita di ciascuno? Sono solo convenzioni per cui la Storia viene fatta dalla storia delle Grandi Personalità, dei Capi di Stato, dei Re?
Nella seconda parte dell'incontro, ancora in parte immersi nei racconti e nelle storie emerse, la riflessione si è spostata sul rapporto con i giovani, sul cambiamento della società, sulla disgregazione della famiglia, sull'isolamento sempre maggiore degli individui e sulla difficoltà di costruire un dialogo forte su cui basare una coesione sociale. Come in altre frazioni, uno dei bisogni e delle difficoltà più sentite è instaurare un dialogo con le nuove generazioni che vengono viste come distanti e incapaci di ascoltare, senza la voglia di conoscere e conservare la memoria storica.
Ci siamo così lasciati nella speranza di continuare questa riflessione e provare a trovare delle possibili strade da percorrere nel terzo incontro in programma ad Usigliano.