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Al primo incontro svolto alle 15 presso il circolo ARCI di Casciana Alta, ha partecipato un gruppetto di persone abbastanza nutrito, grazie agli inviti consegnati da Romeo Dal Canto e alle telefonate effettuate ai soci dell'AUSER dal Presidente Piero Grassini. Erano presenti Trento Volpi, Antonio Sonetti, Alfonso Malfanti (e la moglie Berta), Gina Bigazzi, Tersilio Mangini e la moglie Ilia Pucci. Per il CSA Pinokkio, con il ruolo di osservatore, ha partecipato Enrico Guerrini. Dopo aver introdotto il progetto e aver illustrato il tema dell'incontro, nel primo giro di presentazione sono emerse storie di guerra e di vita contadina, anche per l'età elevata rispetto alla media degli altri incontri dei partecipanti (quasi tutti sopra gli 80 anni).
Sia Trento Volpi che Tersilio Mangini hanno partecipato alla guerra, il primo in Grecia e Albania, il secondo a Tripoli; Alfonso Malfanti, invece, ha vissuto l'esperienza del fronte francese e poi la prigionia in Polonia. Parlando del funzionamento della memoria, dei ricordi rimasti indelebili nella mente, Alfonso Malfanti ha rievocato l'esperienza della decimazione, rimastagli impressa nella mente un po' alla Dostoevskij(1), con un particolare ironico: trovandosi vicino a un prete, gli chiese se poteva sostituirsi a lui nel caso gli fosse toccato il conto, perché aveva moglie e figlia piccola; il prete rispose a quella richiesta domandando: "che ne sai te quanti figlioli ho io!?!"
Utilizzando una foto tratta dal volume Autobiografia di una nazione (2) rappresentante due anziani davanti al focolare (datata 1890) si sono succeduti alcuni ricordi: quello di Tersilio Mangini del suocero che fumava la pipa e viveva poveramente nella campagna intorno a Montecatini, dove conobbe la moglie; quello di Trento Volpi, per cui il nonno aveva il diritto ad andare sulla seggiolina nel canto del fuoco preché era il più anziano (parafrasando l'adagio popolare per cui "vale più un vecchio nel canto che un giovane nel campo"); quello di Piero Grassini collegato al bricco con cui veniva fatto il ponce dell'ultimo dell'anno con il rum, bevuto dopo "il pater noster e l'avemmaria".
| La pena di morte (110 Kb - Formato PDF) Un brano estratto da "L'idiota" di Dostoevskij, materiale di vita vissuta dall'autore poi diventato opera letteraria. |
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